Le mestruazioni dolorose

Che cos’è la dismenorrea?

Col termine dismenorrea vengono indicati i dolori associati al ciclo mestruale.

I dolori mestruali interessano l’80 % circa di tutte le donne in età fertile; in alcuni casi, la sintomatologia è facilmente controllabile mediante l’assunzione di antidolorifici; per alcune donne, invece, si tratta di un problema estremamente debilitante che può interferire con lo svolgimento delle normali attività e causare assenze dai luoghi di studio e di lavoro.

Le donne maggiormente a rischio di questo problema sono le ragazze sotto i 20 anni, quelle che hanno avuto il primo ciclo prima degli 11 anni, le fumatrici, le donne con mestruazioni abbondanti, quelle che non hanno mai avuto figli o con storia familiare di dismenorrea.

Quali sono le cause?

È possibile che il dolore mestruale non abbia una causa identificabile (dismenorrea primaria) oppure può essere il sintomo di una patologia ginecologica sottostante (dismenorrea secondaria).

La dismenorrea primaria si manifesta in genere nell’adolescenza, uno o due anni dopo la comparsa del menarca (prima mestruazione) e scompare quasi sempre dopo la prima gravidanza.

Si ritiene che sia causata dai cambiamenti ormonali dovuti ai cicli ovulatori e, in particolare, ad un’eccessiva produzione di sostanze dette prostaglandine che provocano contrazioni spastiche e dolorose dell’utero. Nella dismenorrea primaria il dolore può manifestarsi qualche giorno prima dell’inizio della mestruazione e protrarsi fino ai primi tre giorni dall’inizio del flusso mestruale.

La dismenorrea secondaria Insorge generalmente in età più tradiva rispetto alla primaria e può essere causata dalla presenza di una malattia organica degli organi sessuali femminili, per esempio l’endometriosi, la presenza di fibromi uterini, un processo infiammatorio delle tube o delle ovaie. Cause meno comuni includono malformazioni congenite come l’utero bicorne, i setti uterini o vaginali, cisti e tumori ovarici, la presenza di dispositivi contraccettivi intrauterini (spirali). Solitamente nella dismenorrea secondaria il dolore interessa l’intero periodo mestruale e talvolta anche nei giorni successivi.

Quali sono le cause piu’ frequenti di dismenorrea secondaria?

Endometriosi e adenomiosi: condizione nella quale il tessuto endometriale si ritrova in altre zone del corpo come le ovaie e le tube. Questo tessuto si comporta come il tessuto uterino rispondendo alle trasformazioni mensili ormonali. Pertanto si sfalda e sanguina e ciò può causare dolore soprattutto durante il termine della fase mestruale.

Fibromi: sono tumori o neoformazioni, assolutamente benigne e molto frequenti, che si sviluppano nello spessore della parete uterina. Possono amplificare sia il dolore che il sanguinamento mestruale.

Malattia infiammatoria pelvica: è un’infezione che coinvolge spesso tutto l’apparato genitale interno (utero, tube e ovaie). Nella maggior parte dei casi ha origine da una malattia sessualmente trasmessa.

Dispositivo intrauterino (IUD o spirale)che viene posizionato nell’utero per prevenire la gravidanza. Può causare dolore pelvico e può intensificare i normali crampi mestruali.

Quali accertamenti fare?

Un dolore mestruale lieve in una giovane donna è da considerarsi normale, e non necessita quindi né di visite ginecologiche né di esami diagnostici. E’ consigliabile invece non trascurare una dismenorrea, particolarmente quando ha le caratteristiche della forma secondaria o impedisce le normali attività quotidiane. La visita ginecologica è fondamentale nella diagnosi differenziale. Ad essa possono talvolta seguire indagini complementari di indubbia utilità come l’ecografia pelvica, esami infettivologici come il tampone cervicale e vaginale, il dosaggio sierico del CA125, la valutazione di alcuni indici di flogosi come VES e PCR, la valutazione dell’emocromo e dell’esame delle urine

Dismenorrea, quale terapia?

In caso di dismenorrea secondaria la terapia è volta alla correzione del disordine di base una volta identificata la causa. Nella dismenorrea primaria l’obiettivo del trattamento è quello di ridurre la sintomatologia dolorosa; è possibile ricorrere agli antinfiammatori non steroidei, come per esempio esempio ibuprofene o naprossene o utilizzare la pillola anticoncezionale a basso dosaggio.

Oltre ai farmaci, esistono alcune misure che si sono dimostrate in grado di migliorare il dolore mestruale. Per esempio, si consiglia di mantenere un peso corporeo normale, astenersi dal fumo di sigaretta, bere alcolici con moderazione e fare regolare esercizio fisico.

Infine può essere efficace una integrazione di magnesio, da assumere in fiale o bustine almeno una settimana prima del ciclo.

A cura della dottoressa Serena Ottanelli

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